“L'uomo è ciò in cui crede.”
- Anton Cechow -
Un giorno il Buddha stava attraversando una foresta. Era un afoso giorno d’estate e aveva molta sete; disse ad Ananda, il suo discepolo più vicino: «Ananda, torna indietro. Cinque o sei chilometri fa, abbiamo attraversato un ruscello. Porta un po’ d’acqua, prendi la mia ciotola. Sono molto stanco e assetato». Era invecchiato…
Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il ruscello erano passati alcuni carri che avevano reso fangosa l’acqua. Le foglie morte che giacevano sul fondo erano sulla superficie; non era più possibile berla, perché si era intorbidita. Egli tornò a mani vuote e disse: «Dovrai aspettare un po’, andrò più avanti. Ho sentito dire che due, tre chilometri più avanti c’è un grande fiume. Porterò l’acqua da là».
Ma il Buddha insisté: «Torna indietro e prendi l’acqua da quel ruscello».
Quest’estate lo stacco dalle attività è stato particolarmente intenso. Niente lavoro, pochissimo pc, praticamente nessun collegamento ad internet ed il cellulare parcheggiato silenzioso in un cassetto. Credevo ci sarebbe voluto chissà quanto tempo per abituarmi all’assenza di qualcosa da fare ma in realtà, dopo 5 minuti, questa nuova vita era già parte di me. Non si è trattato di un periodo di otium et vitium (ozio e vizio), i ritmi erano regolari e le cose da fare sono state fatte senza procrastinazione. Al contrario di quanto pensassi, è stato un periodo senza ansia da devo-fare-per-forza-qualcosa, ovvero senza ansia da attività. E’ stato facile notare le differenze con lo stile di vita precedente e soprattutto è stata immediata la sensazione di distensione interiore. Questo mi ha fatto riflettere sulla differenza che passa tra l’azione, ovvero rispondere agli eventi nel momento nel quale si presentano, e l’attività, ovvero quella foga di dover essere costantemente impegnati fisicamente o mentalmente. I due termini possono essere confusi o considerati idealmente simili, ma spesso esprimono due qualità interiori esattamente opposte.
Read MoreHai presente quando dovresti fare qualcosa ma non hai esattamente una gran voglia di iniziare? Bene.. mai come in questi casi mi vien voglia di dire.. per fortuna c’è EFT (la Tecnica li Libertà Emozionale)! Questa mattina avevo deciso di mettermi al pc e scrivere un nuovo articolo per EFT Lab. Avevo un paio di argomenti che mi giravano per la testa da qualche giorno, e volevo metterli nero su bianco. Sono entrato nello studio, ho acceso il pc ed è sopraggiunta improvvisamente una sensazione di disagio che si è trasformata poi in una specie di ansia, di agitazione e di voglia di andare a fare quattro passi. Niente di particolarmente intenso, giusto una sensazione, ma abbastanza fastidiosa da farmi desistere dal sedermi al pc.
Read MoreAlla fine dell’articolo trovi un esempio di come utilizzare l’EFT e l’EFT generativa per equilibrare la tendenza alla lamentela.
..le cose non capitano mai per caso. Sono in biblioteca per definire una serata di presentazione sull’EFT quando mi casca l’occhio sul titolo di un libro: “Io non mi lamento” di Will Bowen. Raccolgo l’occhio e pure il libro e lo prendo in prestito. Arrivato a casa non ho saputo resistere e l’ho sfogliato subito. L’idea di fondo del libro è molto semplice: vuoi migliorare la tua vita? Inizia smettendo di lamentarti!
Read MoreUna storia Sufi racconta di un uomo che una volta, tanto tempo fa, vagando lontano dal suo paese, andò a perdersi nel mondo noto come Terra degli Sciocchi.
Vide presto un certo numero di persone che fuggivano terrorizzate da un campo dove avevano cercato di mietere frumento. “C’è un mostro nel campo”, gli dissero, ma egli guardò e vide che si trattava di un’anguria.
Si offrì di uccidere il “mostro” per loro. Staccato il melone dal gambo ne tagliò una fetta e cominciò a mangiarla. La gente fu ancora più terrorizzata da lui di quanto non lo fosse stata dall’anguria. Lo cacciarono via con i forconi gridando: “Ucciderà noi dopo, se non ce ne liberiamo”.